Sezione 3

Architettura della Laguna e alimentazione

La storia degli insediamenti della Laguna si intreccia saldamente allo sviluppo economico: in particolare la rete dei monasteri, dei presidi militari, degli ospedali e degli eremi fu decisiva nell’organizzazione degli spazi e l’ottimizzazione delle risorse alimentari.

A partire dalle origini dell’antropizzazione della laguna, il network dei monasteri, da quello della SS. Trinità in territorio chioggiotto e poi San Michele Arcangelo di Brondolo, San Giorgio Maggiore, San Cipriano, San Zaccaria, San Nicolò al Lido, costituì una salda galassia di proprietari di colture, di saline, di mulini e di valli da pesca. Anche i nuclei religiosi disposti nella laguna nord rappresentarono gli snodi di un intenso sistema di ‘scambio’ alimentare da e per la terraferma. Gli enti ecclesiastici si contendevano le risorse del territorio con illustri famiglie nobili veneziane, ed entrambi, così come documentano le opere presentate in questa sezione erano in prima linea nel “piscare et aucellare”: proprio alla cattura degli uccelli, cibo quaresimale, erano interessati i monasteri benedettini. I Forti, fino dall’epoca più antica, rappresentavano le porte di mare della

Repubblica. L’immagine di Venezia come città senza mura rappresenta una cifra distintiva delle sue descrizioni in tutto il mondo. Le rocche, le cittadelle, i fortilizi ‘triangolano’ lo spazio lagunare e concorrono, come i privati e gli ordini religiosi, a ridisegnare, talvolta anche con grandiose architetture, il paesaggio naturale.

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